Un sostegno economico per i familiari di chi è deceduto, se era già pensionato (pensione di reversibilità) o se era ancora lavoratore attivo con i requisiti contributivi minimi (pensione indiretta).
La pensione ai superstiti è una prestazione previdenziale erogata dall'INPS ai familiari di una persona deceduta, calcolata in percentuale sulla pensione (o sui contributi) del dante causa, cioè la persona scomparsa.
Si distinguono due situazioni: la pensione di reversibilità, quando il dante causa era già titolare di una pensione al momento del decesso, e la pensione indiretta, quando il dante causa era ancora un lavoratore in attività, ma aveva maturato i requisiti contributivi minimi richiesti dalla legge.
In entrambi i casi, il diritto spetta prima di tutto al coniuge superstite e ai figli; in loro assenza, a determinate condizioni, possono avervi diritto anche i genitori o i fratelli e le sorelle del defunto.
È il primo beneficiario della pensione ai superstiti, con una percentuale che varia in base alla presenza di figli a carico.
Hanno diritto alla pensione insieme al coniuge o, in sua assenza, autonomamente, con percentuali crescenti in base al loro numero.
In assenza di coniuge e figli, possono avere diritto alla pensione ai superstiti anche i genitori o i fratelli e le sorelle del defunto, se conviventi e a suo carico.
Le percentuali si applicano sull'importo della pensione (reversibilità) o sui contributi maturati dal dante causa (indiretta).
Quando non ci sono un coniuge superstite né figli con diritto alla pensione, la tutela si estende ad altri familiari, a condizioni specifiche.
I genitori del defunto possono avere diritto alla pensione ai superstiti se conviventi e a carico del dante causa, con percentuali ulteriormente specifiche: verificare il requisito aggiornato presso l'INPS.
In mancanza di coniuge, figli e genitori con diritto, possono avere accesso alla pensione i fratelli e le sorelle conviventi e a carico del defunto, con percentuali specifiche stabilite dall'INPS.
Le condizioni di "convivenza" e di essere "a carico" vanno dimostrate con la documentazione richiesta dall'INPS: conviene rivolgersi a un patronato per la verifica dei requisiti.
La pensione di reversibilità spetta quando il dante causa era già titolare di una pensione al momento del decesso. La pensione indiretta spetta invece quando il dante causa era ancora un lavoratore in attività, ma aveva maturato i requisiti contributivi minimi previsti dalla legge.
Se il reddito del superstite supera determinate soglie annue, la percentuale spettante può essere ridotta del 25%, del 40% o fino al 50%. La principale soglia per il 2026 è di 23.862,15€/anno.
In assenza di coniuge e figli con diritto, possono avere diritto alla pensione anche i genitori o i fratelli e le sorelle del defunto, se conviventi e a suo carico, con percentuali e condizioni specifiche stabilite dall'INPS.
Le nuove nozze del coniuge superstite possono incidere sul diritto alla pensione ai superstiti: è opportuno verificare il requisito aggiornato presso l'INPS o un patronato, in base alla propria situazione specifica.
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