In Italia esistono due percorsi distinti per chi ha una ridotta capacità di lavorare o condizioni di salute invalidanti: l'invalidità civile, di natura assistenziale, e le prestazioni previdenziali legate ai contributi versati. Ecco come orientarsi.
Quando si parla di "invalidità" in ambito pensionistico, in realtà si fa riferimento a due mondi distinti, spesso confusi tra loro: l'invalidità civile e l'invalidità previdenziale.
L'invalidità civile è una prestazione assistenziale: viene riconosciuta da una commissione medica dell'ASL/INPS sulla base di una percentuale di riduzione della capacità lavorativa generica, non richiede contributi versati ed è legata a limiti di reddito personale.
Le prestazioni previdenziali per invalidità, invece — l'assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità — sono erogate dall'INPS sulla base dei contributi versati durante la vita lavorativa e di un diverso criterio sanitario, legato alla capacità di svolgere il proprio lavoro.
Ogni scheda spiega requisiti, importi e come presentare domanda per ciascuna prestazione.
Assegno o pensione assistenziale in base alla percentuale di invalidità accertata (dal 74%) e al reddito personale, senza requisiti contributivi.
Scopri la pensione di invalidità civile →Prestazione previdenziale per chi ha una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo e almeno 5 anni di contributi. Cumulabile con il lavoro.
Scopri l'assegno ordinario di invalidità →Per chi è nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Incompatibile con il lavoro, stessi contributi dell'assegno ordinario.
Scopri la pensione di inabilità →Consulta l'elenco generale delle pensioni e delle prestazioni previdenziali e assistenziali italiane.