La pensione "ordinaria" del sistema italiano: si ottiene raggiungendo un'età minima e un numero minimo di anni di contributi.
La pensione di vecchiaia si ottiene al raggiungimento di 67 anni di età e di almeno 20 anni di contributi, versati nel corso della vita lavorativa. Il requisito vale sia per gli uomini sia per le donne, sia per i lavoratori dipendenti sia per gli autonomi.
È la via "di default" del sistema previdenziale: a differenza della pensione anticipata, qui conta anche l'età, non solo l'anzianità contributiva.
Chi è interamente nel sistema contributivo (contributi versati dal 1996 in poi) deve inoltre rispettare una regola aggiuntiva legata all'importo dell'assegno, spiegata più sotto.
Il requisito anagrafico non resta fisso nel tempo: sale a 67 anni e 1 mese dal 2027 e a 67 anni e 3 mesi dal 2028, secondo l'aggiornamento automatico legato alla speranza di vita (Circolare INPS 28/2026).
Chi ha tutti i contributi versati dal 1996 in poi deve ottenere un assegno almeno pari all'assegno sociale (546,24€/mese nel 2026). Se l'importo è inferiore, il pensionamento slitta fino ad almeno 71 anni di età.
Chi ha versato contributi in gestioni diverse (per esempio dipendente e poi autonomo) può sommarli gratuitamente per raggiungere i requisiti, senza doverli trasferire da una gestione all'altra.
Per accedere alla pensione di vecchiaia devono essere soddisfatte tutte le condizioni seguenti.
La domanda di pensione di vecchiaia si presenta all'INPS, in uno dei modi seguenti.
Accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio dedicato sul sito dell'INPS, è possibile compilare e inviare la domanda direttamente online.
Un patronato può predisporre e inviare la domanda per conto dell'interessato, in modo completamente gratuito, assistendolo anche nella verifica dei requisiti.
Chiamando il Contact Center INPS (numero verde da rete fissa o a pagamento da cellulare) è possibile avviare la domanda anche telefonicamente.
Una volta verificati i requisiti, l'INPS comunica la data di decorrenza della pensione, cioè il mese dal quale la prestazione inizia a maturare.
L'accredito della prima rata può richiedere alcune settimane dopo la decorrenza, per completare le verifiche amministrative: è utile seguire lo stato della pratica nel proprio fascicolo previdenziale online.
Sì: una volta raggiunta la pensione di vecchiaia non ci sono limiti alla possibilità di continuare a lavorare, come dipendente o come autonomo, e i redditi da lavoro sono liberamente cumulabili con la pensione.
Senza almeno 20 anni di contributi non si può accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni. È possibile valutare il cumulo dei contributi versati in gestioni diverse, proseguire l'attività lavorativa fino al raggiungimento del requisito, oppure verificare con un patronato eventuali altre prestazioni a cui si potrebbe avere diritto.
Sì, la pensione di vecchiaia è pienamente cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo e con altri redditi, senza le limitazioni previste invece per alcune misure di pensionamento anticipato come Quota 103.
No: il requisito anagrafico è soggetto ad adeguamento periodico alla speranza di vita. È già previsto un aumento a 67 anni e 1 mese dal 2027 e a 67 anni e 3 mesi dal 2028.
Se hai una lunga anzianità contributiva, potresti uscire prima con la pensione anticipata, senza requisiti di età.