Un'indennità-ponte, non una vera pensione, confermata anche per il 2026: accompagna fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia chi si trova in determinate condizioni di difficoltà.
L'Ape sociale è un'indennità a carico dello Stato, non una vera e propria pensione: viene erogata fino a quando il beneficiario non raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia.
È confermata anche per il 2026, con requisiti da maturare entro il 31 dicembre 2026. Il requisito anagrafico è di 63 anni e 5 mesi di età, a condizione di non essere già titolari di un trattamento pensionistico diretto.
Non tutti possono richiederla: è riservata a quattro categorie specifiche di lavoratori, ciascuna con un proprio requisito contributivo minimo, descritte più sotto.
Oltre al requisito anagrafico di 63 anni e 5 mesi, serve rientrare in una delle quattro categorie seguenti e avere il relativo requisito contributivo minimo.
Chi ha terminato da almeno 3 mesi la NASpI (l'indennità di disoccupazione), con almeno 30 anni di contributi.
Chi assiste da almeno 6 mesi, convivendo con lui o lei, un familiare di primo grado con disabilità grave, con almeno 30 anni di contributi.
Chi ha una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, con almeno 30 anni di contributi.
Chi svolge mansioni gravose o usuranti definite per legge (ad esempio operai edili, conducenti di mezzi pesanti, infermieri), con almeno 36 anni di contributi.
La domanda richiede di dimostrare l'appartenenza a una delle quattro categorie beneficiarie: per questo motivo è particolarmente utile farsi assistere.
Con SPID, CIE o CNS è possibile accedere al servizio dedicato e inviare la domanda direttamente online.
È la via più indicata: un patronato verifica gratuitamente a quale categoria appartieni e se possiedi il relativo requisito contributivo, raccogliendo la documentazione necessaria (ad esempio quella sanitaria per invalidità e caregiver).
È possibile avviare la pratica anche telefonicamente tramite il Contact Center INPS.
No: è un'indennità a carico dello Stato, erogata fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Per le sue caratteristiche specifiche (importo, mensilità, eventuale compatibilità con altri redditi) è opportuno verificare presso l'INPS o un patronato.
No: l'Ape sociale non è compatibile con la titolarità di un trattamento pensionistico diretto già in corso.
Disoccupati che hanno terminato la NASpI da almeno 3 mesi (30 anni di contributi), caregiver che assistono un convivente disabile grave (30 anni), invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74% (30 anni) e lavoratori addetti a mansioni gravose o usuranti (36 anni).
Sì: l'Ape sociale è confermata per il 2026, con requisiti da maturare entro il 31 dicembre di quell'anno, a differenza di Quota 103 e Opzione donna, non più rinnovate per nuove decorrenze.
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