Importante: la Legge di Bilancio 2026 non ha rinnovato Opzione donna. Può presentare domanda solo chi aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024.
Opzione donna è una misura sperimentale che permetteva alle lavoratrici di andare in pensione anticipatamente con 35 anni di contributi e un'età compresa, a seconda del numero di figli, tra 59 e 61 anni, a condizione di accettare il calcolo interamente contributivo dell'assegno.
Dal 2026 questa possibilità non è stata rinnovata: può ancora presentare domanda solo chi aveva già maturato tutti i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Si tratta di un diritto acquisito, esercitabile anche in un momento successivo.
Chi non rientra più in Opzione donna può valutare la pensione anticipata ordinaria o, al raggiungimento dell'età, la pensione di vecchiaia.
Servivano almeno 35 anni di contributi versati, requisito uguale per tutte le lavoratrici indipendentemente dal numero di figli.
L'età minima era di 61 anni, ridotta a 60 anni con un figlio e a 59 anni con due o più figli.
L'assegno veniva calcolato per intero con il sistema contributivo, anche per gli anni di lavoro soggetti al sistema retributivo: un elemento che riduce l'importo rispetto al calcolo ordinario.
Per alcune categorie (caregiver, lavoratrici invalide, licenziate o dipendenti di aziende in crisi) erano previsti requisiti aggiuntivi o leggermente diversi: per il dettaglio esatto applicabile al proprio caso è indispensabile rivolgersi a un patronato.
Solo chi soddisfa tutte le condizioni seguenti può ancora presentare domanda di Opzione donna.
Con SPID, CIE o CNS è possibile verificare la propria posizione e inviare la domanda tramite il servizio dedicato sul sito dell'INPS.
Dato che il diritto va certificato con precisione, soprattutto per le categorie con requisiti aggiuntivi, è fortemente consigliato rivolgersi a un patronato, gratuitamente, prima di presentare domanda.
È possibile anche avviare la pratica telefonicamente tramite il Contact Center INPS.
Solo se avevi già maturato tutti i requisiti (35 anni di contributi ed età tra 59 e 61 anni secondo i figli) entro il 31 dicembre 2024. La Legge di Bilancio 2026 non ha rinnovato la misura per chi matura i requisiti successivamente.
È una delle condizioni previste dalla misura fin dalla sua introduzione: in cambio della possibilità di uscire anticipatamente, l'intero importo della pensione viene calcolato con il metodo contributivo, anche per gli anni di lavoro soggetti al sistema retributivo. Questo riduce l'assegno rispetto al calcolo ordinario.
Puoi valutare la pensione anticipata ordinaria, se hai l'anzianità contributiva richiesta, oppure attendere il raggiungimento dell'età per la pensione di vecchiaia. Un patronato può aiutarti a confrontare le diverse opzioni disponibili per la tua situazione.
No: se i requisiti risultavano maturati entro il 31 dicembre 2024, il diritto resta acquisito e può essere esercitato anche presentando la domanda in anni successivi.
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